Mutui prima casa e aumento delle rate: le possibili opzioni in aiuto alle famiglie

Ivo Lamberti • 30 agosto 2023

Dalla modifica del tasso all'allungamento della durata residua tutti gli elementi rinegoziabili.


Premessa

L'alto tasso di inflazione registrato negli ultimi mesi ha comportato,  come conseguenza, l'aumento dei tassi di interesse da parte delle banche centrali.  La crescita dei tassi potrebbe non essere ancora giunta al termine.

Pertanto le rate dei mutui e dei finanziamenti hanno subito incrementi abnormi causando moltissime difficoltà alle famiglie ed alle  imprese.


Vedremo di seguito alcune possibili opzioni per i mutui prima casa delle famiglie.



Famiglie con ISEE inferiore a 35.000 e rinegoziazione del mutuo (Legge di Bilancio 2023).

La rinegoziazione del mutuo permette ai proprietari di casa di ottenere condizioni più vantaggiose rispetto al loro mutuo originale. La legge di Bilancio 2023 offre l’opportunità di rinegoziare i mutui a tasso variabile senza spese di istruttoria o perizia, allo scopo di assistere le famiglie in difficoltà .


Per poter accedere alla rinegoziazione del mutuo ipotecario, è necessario soddisfare i seguenti 5 requisiti:

  • ISEE: al momento della richiesta, il valore dell’ISEE non deve superare i 35.000 €;
  • data del mutuo: il mutuo deve essere stato stipulato prima del 2023;
  • importo originario: l’importo originario del mutuo ipotecario deve essere inferiore a 200.000 €;
  • pagamenti regolari: non devono esserci stati ritardi nei pagamenti delle rate del mutuo;
  • destinazione del mutuo: il mutuo deve essere destinato all’acquisto o alla ristrutturazione di unità immobiliari adibite ad abitazione.


Se si rispettano questi requisiti, sarà possibile rinegoziazione il mutuo. La scadenza per rinegoziare il mutuo è fissata al 31 dicembre 2023


E' possibile concordare:

  • sia l’applicazione del nuovo tasso fisso per un periodo inferiore alla vita residua del finanziamento,
  • sia un allungamento del piano di rimborso per massimo 5 anni sempre che, al momento della rinegoziazione, la durata residua del mutuo non superi i 25 anni.



La rinegoziazione va comunque attentamente valutata in quanto ad esempio:

  • nel passaggio dal variabile al fisso si pagherebbe circa il 4,2% (vedendo però il debito scalare più lentamente).
  • nell'ipotesi di allungamento del piano di rimborso la stessa potrebbe comportare un aumento sensibile dell'esborso complessivo.



Le altre possibili opzioni.

Rimane sempre possibile la surroga del mutuo (da valutarsi sempre i relativi costi).

Si segnala che l'associazione bancaria Italiana ABI invita le proprie banche associate a favorire la rinegoziazione senza oneri dei finanziamenti anche a soggetti con ISEE superiori ai limiti imposti dalla Legge. (vedi qui il relativo comunicato)



Conclusioni

E' importante bilanciare il vantaggio di una rata mensile inferiore con l’aumento degli interessi complessivi e considerare la scelta tra tasso fisso e variabile in base alle proprie preferenze personali e alla personale propensione al rischio, senza dimenticare la possibilità di riduzioni dei tassi nel medio termine.

In questo momento di incertezza la possibilità di rinegoziare il mutuo entro il 31/12/2023 rappresenta un’opportunità per accedere a temporanee condizioni migliorative.


Lo studio rimane a disposizione per una consulenza personalizzata.


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