Fatture e incentivi pubblici: possibile integrare il CUP dopo l’emissione
Diventa possibile l'integrazione del codice CUP anche dopo l'emissione della fattura elettronica.
Le imprese che ricevono agevolazioni pubbliche possono ora integrare il Codice Unico di Progetto (CUP) anche dopo l’emissione della fattura elettronica. È operativo il servizio telematico che consente di inserire o correggere il codice senza dover riemettere il documento fiscale, con evidenti vantaggi operativi e minori rischi di contestazioni.
La funzionalità è stata prevista dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 10 dicembre 2025 ed è stata resa disponibile successivamente nei servizi online. Si tratta di un intervento molto atteso, perché consente di sanare errori formali che in passato potevano comportare criticità in sede di controllo o addirittura la revoca dei contributi.
Cos’è il CUP e quando è obbligatorio
Dal 1° giugno 2023 le fatture elettroniche relative all’acquisto di beni e servizi finanziati con incentivi pubblici devono contenere il CUP.
L’obbligo riguarda:
- contributi
- sovvenzioni
- crediti agevolativi
- qualsiasi altra forma di sostegno economico pubblico
Lo scopo è garantire la tracciabilità dei flussi finanziari pubblici, collegando ogni spesa al progetto finanziato.
Il codice viene normalmente comunicato:
- nell’atto di concessione del beneficio
- nella fase di assegnazione
- oppure durante la richiesta dell’incentivo
Deve essere inserito dal fornitore nella fattura elettronica al momento dell’emissione. Tuttavia, nella prassi operativa, non sono rari i casi di omissione o indicazione errata.
Il nuovo servizio di integrazione del CUP
Per risolvere queste situazioni è stato attivato uno specifico servizio web che consente di integrare il CUP su fatture già trasmesse allo SdI.
Caratteristiche principali:
- utilizzabile per fatture con data operazione successiva al 31 maggio 2023
- accessibile dal portale Fatture e Corrispettivi
- disponibile nella sezione Comunicazioni → Integrazione CUP
- utilizzabile dal cessionario/committente o da intermediario delegato
- individuazione documenti tramite identificativo SdI
Il vantaggio principale è che non serve più chiedere al fornitore l’emissione di una nuova fattura o di una nota di variazione.
Modalità tecniche di compilazione
Il CUP da inserire deve rispettare specifiche tecniche precise:
- lunghezza di 15 caratteri alfanumerici
- possibilità di associarlo all’intera fattura o a singole righe
- possibilità di indicare più CUP nella stessa fattura
- possibilità di eliminare un CUP inserito per errore
Questa flessibilità consente di gestire correttamente anche documenti complessi relativi a più progetti finanziati.
Impatti pratici per imprese e professionisti
L’introduzione del servizio produce effetti operativi rilevanti:
- riduzione degli errori formali nelle rendicontazioni
- eliminazione della necessità di riemettere fatture
- diminuzione del rischio di revoca degli incentivi


