Rating di legalità - Le novità del nuovo regolamento 2026

Ivo Lamberti • 24 marzo 2026

Tra le novità la durata estesa a tre anni


Rating di legalità 2026: cosa cambia per le imprese

Dal 16 marzo 2026 sono entrate in vigore nuove regole sul rating di legalità, uno strumento sempre più importante per le imprese che vogliono dimostrare affidabilità e correttezza nei confronti di banche e pubblica amministrazione.


Cos’è il rating di legalità

Il rating di legalità è un riconoscimento rilasciato dall’Autorità Antitrust che certifica il rispetto di elevati standard di legalità e trasparenza da parte dell’impresa.

Si traduce in un punteggio (da una a tre “stelle”) e rappresenta un vero e proprio indicatore di affidabilità.


Chi può richiederlo

Possono richiedere l’attribuzione del rating le imprese (sia in forma individuale che societaria) che soddisfano cumulativamente i seguenti requisiti:

  1. Sede operativa in Italia (irrilevante la sede legale)
  2. Fatturato (A.1), C.E.) minimo di €. 2.000.000 nell’esercizio chiuso nell’anno precedente a quello della domanda
  3. Iscrizione nel registro delle imprese da almeno 2 anni alla data della domanda
  4. Altri requisiti sostanziali richiesti dal regolamento (es. assenza di condanne penali o procedimenti per i soggetti rilevanti nella gestione aziendale)


Si ricorda che vi sono numerose cause ostative al rilascio / mantenimento del rating.


Perché è importante

Ottenere il rating può portare vantaggi concreti:

  • maggiore facilità nell’accesso al credito bancario
  • migliori condizioni nei finanziamenti pubblici
  • punteggi premianti negli appalti

In molti casi, quindi, diventa un elemento competitivo rilevante.


Le principali novità del 2026

Le modifiche introdotte rendono il sistema più strutturato e selettivo:

  • durata più lunga: il rating vale ora 3 anni (prima erano 2)
  • premio alla continuità: riconoscimenti aggiuntivi per chi mantiene il rating nel tempo
  • controlli più stringenti: ampliati i casi che possono impedire o far perdere il rating


Cosa cambia in concreto

Il nuovo regolamento punta a valorizzare le imprese realmente virtuose, introducendo:

  • maggiore attenzione a profili penali, fiscali e contributivi
  • obblighi informativi più rigorosi
  • un sistema premiale per chi dimostra continuità nel rispetto delle regole


Come presentare la domanda

La domanda si presenta utilizzando l'apposita piattaforma Webrating, previa registrazione. L’accesso alle varie funzionalità dell’applicazione avviene tramite il menu di navigazione presente nella parte alta della pagina



Pagina informativa ufficiale: AGCM - Rating di Legalità

Autore: Ivo Lamberti 21 marzo 2026
Fatturazione elettronica: nuovo obbligo per i prodotti agricoli CUN Premessa L’Agenzia delle Entrate, con il Provv. AE 19 marzo 2026 n. 93628 , introduce nuove regole per la compilazione delle fatture elettroniche relative ai settori agricolo , della pesca e dell’acquacoltura. La misura punta a rafforzare la trasparenza nelle relazioni commerciali di filiera, permettendo un monitoraggio più accurato dei prodotti per i quali sono attive le Commissioni Uniche Nazionali (CUN). Le nuove modalità di compilazione Secondo quanto disposto dal Direttore dell'Agenzia, per l’emissione di queste fatture deve essere utilizzato esclusivamente il tracciato xml della fattura ordinaria. Per ogni prodotto oggetto di transazione, gli operatori dovranno compilare il blocco (codice 2.2.1.16) inserendo i seguenti valori: nel campo : la dicitura " CUN "; nel campo < RiferimentoTesto > : il codice identificativo del prodotto, reperibile nell'elenco ufficiale pubblicato dal Ministero dell'agricoltura , della sovranità alimentare e delle foreste. Si auspica che il MASAF pubblichi nei prossimi giorni un elenco completo e dettagliato dei prodotti da monitorare con i relativi codici identificativi.  I dati raccolti tramite il Sistema di Interscambio non resteranno confinati all'ambito fiscale. L'Agenzia delle Entrate provvederà infatti a trasmettere alla segreteria tecnica di ciascuna CUN, per il tramite di B.M.T.I. S.c.p.A. (Borsa Merci Telematica Italiana), le informazioni relative a unità di misura, quantità e prezzo totale. Tale flusso di dati avverrà con frequenza settimanale attraverso la Piattaforma Digitale Nazionale Dati. Per garantire il rispetto della normativa sulla privacy (GDPR), la trasmissione avverrà esclusivamente in forma anonima e aggregata , con la finalità di predisporre report informativi sull'andamento dei mercati. Il provvedimento attua le disposizioni introdotte dalla Legge 2 dicembre 2025, n. 182 , che ha modificato il decreto-legge n. 63 del 2024. L'Agenzia delle Entrate agisce in qualità di Titolare del trattamento dei dati, avvalendosi di Sogei S.p.A. per la gestione tecnologica delle informazioni memorizzate nell'Anagrafe tributaria. Fonte : Provv. AE 19 marzo 2026 n. 93628 Decorrenza e sanzioni Il provvedimento dell’Agenzia delle entrate non indica espressamente la decorrenza del nuovo obbligo, limitandosi a richiamare tra le norme di riferimento lo statuto del contribuente. L’obbligo di integrare le fatture dovrebbe pertanto decorrere dal sessantesimo giorno dall’adozione del provvedimento e quindi per quelle emesse successivamente al 16 maggio 2026. Altro aspetto non del tutto chiaro è il quadro sanzionatorio. Le informazioni da integrare, pur se con finalità puramente statistiche, sono obbligatorie. La mancata valorizzazione dei campi richiesti non inficia la validità della fattura ma può determinare una sanzione. (Aggiornamento del 23/03/2026)
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